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Anche il tuo cliente soffre di “Horror Vacui”? Ecco la cura ;-)

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Molti ne sono affetti ma non lo sanno. Guardano il design che hai appena progettato, forse notano il buon bilanciamento fra pieni e vuoti, l’armonia che hai creato fra gli elementi compositivi grazie al white space. Poi però si manifesta il disagio, il momento di mancamento, il colpo di testa: “Bello!…Ma non si potrebbe riempire un po’?!?”. Eccolo, l’ha detto.

L’espressione latina “Horror Vacui” si riferisce alla paura del vuoto, inteso come spazio libero da elementi. Il primo ad utilizzarla in ambito artistico è stato il critico italiano Mario Praz, che la citava per descrivere la densa confusione di oggetti delle stanze di epoca vittoriana. L’Horror Vacui non è altro che il desiderio di riempire lo spazio di cose, di non lasciare spazi vuoti o angoli sguarniti. continua

“Perché fare oggi ciò che potresti fare domani?” Progetti, ansia ed organizzazione

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In America la chiamano la I’ll do it tomorrow – category.
Nel 1970 il 5% degli americani ammetteva di procrastinare regolarmente le sue attività; oggi a confessarlo è il 26%. Noi italiani non siamo da meno: rimandare a domani ciò che si potrebbe far oggi aumenta esponenzialmente la tendenza a procrastinare. Allo stesso tempo cresce proporzionalmente anche l’ansia per il compito o l’attività che dev’essere terminata. In sintesi, si crea un circolo vizioso che è bene rompere. Ecco qualche consiglio.

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Un buon proposito per l’anno nuovo: studiate più UX

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Undercover User Experience DesignI primi giorni dell’anno sono i migliori per fare progetti: 12 mesi nuovi di zecca che aspettano soltanto di essere impiegati nel miglior modo possibile. Specializzarsi in una nuova tematica, approfondire le proprie conoscenze o semplicemente scoprire qualche cosa di più su di un argomento che ci potrebbe essere utile. Come ad esempio la UX.

Undercover User Experience Design” è un agile manualetto che affronta la UX con un tono dinamico e molto pratico. Scritto da Cennydd Bowles e James Box non è una semplice introduzione all’argomento, bensì un elenco denso e operativo di consigli per imparare a guardare il mondo del design (in ogni senso) in modo diverso.

“Once you catch the user experience bug, the world changes. Doors open the wrong way, websites don’t work, and companies don’t seem to care. And while anyone can learn the UX remedies usability testing, personas, prototyping and so on unless your organization ‘gets it’, putting them into practice is trickier”.

Un interessante punto di partenza per progettare i buoni propositi dell’anno nuovo.

Ecco a voi la pubblicità: il tessitore Hapu e il suo schiavo

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Hapu e l'inizio della pubblicitàConosciamo le origini di molte cose: del telefono, della lampadina, della prima auto. Ma cosa mi dite della pubblicità: chi ne è stato l’inventore? A quando risale il primo messaggio promozionale? Tutto ebbe inizio nell’antico Egitto, per cui mettetevi comodi ed iniziate ad immaginare un tipico mercato all’ombra delle piramidi… continua