Spunti ed idee

Spunti ed idee

Creatività, sostantivo femminile

Sembra una storia come tante: è il 1870 e una giovane donna lascia la Germania per emigrare in America, a New York. I tempi sono duri, non è facile sbarcare il lunario. Tutto diventa più complicato quando il marito muore e la lascia da sola a badare a se stessa. Ma Mathilde C. Weil non si scoraggia e avvia una piccola attività: acquista spazi pubblicitari sulle riviste per amici che vogliono promuovere i loro business. E con coraggio e determinazione nel 1880 apre la sua agenzia di comunicazione, la M.C. Weil Agency. La sua capacità di capire in anticipo che cosa le donne vogliono leggere sulle riviste specializzate la porta in fretta a salire i gradini del successo. Muore nel 1903 lasciando una fortuna, e sarà ricordata da tutti come la prima donna della pubblicità.

Il mondo della comunicazione viene ancor oggi vissuto come un settore prevalentemente maschile. Film e serie televisive -come Mad Man- hanno aperto le porte degli uffici creativi raccontandoci le storie di uomini ben vestiti e pettinati, sempre intenti ad accendere l’ennesima sigaretta e distratti dalle curve disegnate di qualche ammiccante segretaria. Il ruolo della creatività femminile non è quasi mai stato valorizzato a dovere. Eppure le donne rappresentano una componente importante di questo campo e lo testimoniano le tante creative che in questi decenni hanno firmato campagne degne di nota. Learn more

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Ideas, Spunti ed idee

Stampare su carta o… “trasferire”?

_dsc7983.jpgIl “trasferimento a trielina” è una tecnica grafica che permette di trasferire le immagini su di un supporto cartaceo grazie all’utilizzo di un solvente. Apparentemente “artigianale”, tale tecnica è stata riscoperta ed utilizzata dai designer di DSign.it, che l’hanno impiegata nel catalogo Workbook per Woolrich Woolen Mills. Con un risultato decisamente interessante e raffinato.

La tecnica è semplice, e molti di voi l’avranno sicuramente già sperimentata.

Ecco come procedere...

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Spunti ed idee

Oltre la carta: la designer russa Yulia Brodskaya e la sua creatività fatta a strisce

Quando pensiamo alla carta, il primo impiego che ci viene in mente è come supporto sul quale stampare, disegnare e progettare. Yulia Brodskaya, però, non la pensa così: la designer russa utilizza questo materiale per realizzare delle illustrazioni particolarmente intriganti.

"Le immagini digitali non sono così affascinanti come quelle fatte a mano" afferma la designer in quest’intervista "Naturalmente ci sono opere digitali che apprezzo, ma non mi fanno mai pensare “vorrei anch’io poterle fare così”".

Alla base di tutto c’è la carta, un materiale caldo e morbido che nelle sua mani diventa un mezzo creativo di ineguagliabile duttilità. Ecco una bella carrellata di sue creazioni. Learn more

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Spunti ed idee

I font possono influenzare il modo in cui percepiamo cos’è vero e cosa no?

Errol Morris, regista e opinionista del New York Times, si è posto un giorno questa domanda. E per trovare una risposta ha coinvolto circa 45.000 ignari lettori del Nytimes.com.

Ecco come si è svolto l’esperimento: Morris ha incoraggiato i lettori a esaminare un passo tratto dall'inizio di Infinity, del fisico David Deutsch; il brano si riferisce all’improbabilità che la Terra venga distrutta da un asteroide. Il testo veniva presentato di volta in volta e in modo casuale con un font diverso: Computer Modern, Georgia, Helvetica, Trebuchet, Comic Sans e Baskerville. Al termine della lettura, Morris ha chiesto a ogni partecipante di dichiararsi favorevole o meno alla teoria di Deutsch esprimendo la posizione su di un questionario. Learn more

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Spunti ed idee

Fotografia e paure da snob: quando la cultura teme i mezzi che potrebbero aiutarla

Christian Caujolle, photo editor del quotidiano Libération e fondatore dell'agenzia Vu, in un articolo del 2 maggio 2012 afferma:

“L’attualità sempre più spesso fa ricorso a immagini realizzate con gli smartphone privilegiando l’immediatezza rispetto alla qualità. Di recente Charles Platiau, della Reuters, ha scattato una foto alla mostra Degas et le nu […]. Un visitatore riprende con il suo smartphone una donna che fa il bagno in uno dei tanti quadri in mostra. Viene da chiedersi perché. Per ricordo? Per vantarsi con gli amici? Per avere l’illusione di possedere una riproduzione (di scarsa qualità) del quadro? O magari per provare una funzione del suo telefono? Di solito alle mostre è vietato scattare foto e gli apparecchi vanno lasciati all’ingresso. Presto toccherà ai telefoni. Poco male”.

Personalmente non comprendo e non sono d’accordo con questa volontà di demonizzare smartphone e tablet soltanto perché in grado di catturare un’immagine. Perché, mi chiedo? Che cosa si teme? Learn more