Category Archives: Spunti ed idee

Fotografia e paure da snob: quando la cultura teme i mezzi che potrebbero aiutarla

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Christian Caujolle, photo editor del quotidiano Libération e fondatore dell’agenzia Vu, in un articolo del 2 maggio 2012 afferma:

“L’attualità sempre più spesso fa ricorso a immagini realizzate con gli smartphone privilegiando l’immediatezza rispetto alla qualità. Di recente Charles Platiau, della Reuters, ha scattato una foto alla mostra Degas et le nu […]. Un visitatore riprende con il suo smartphone una donna che fa il bagno in uno dei tanti quadri in mostra. Viene da chiedersi perché. Per ricordo? Per vantarsi con gli amici? Per avere l’illusione di possedere una riproduzione (di scarsa qualità) del quadro? O magari per provare una funzione del suo telefono? Di solito alle mostre è vietato scattare foto e gli apparecchi vanno lasciati all’ingresso. Presto toccherà ai telefoni. Poco male”.

Personalmente non comprendo e non sono d’accordo con questa volontà di demonizzare smartphone e tablet soltanto perché in grado di catturare un’immagine. Perché, mi chiedo? Che cosa si teme? continua

Il vino te lo racconta il tappo. Un’idea semplice per un prodotto extra-chic

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Artisti famosi e designer si sono dedicati negli anni a progettare e disegnare un prodotto molto particolare: le etichette dei vini. Illustrazioni singolari, ricercati dipinti o design minimalisti hanno rivestito le bottiglie di mezzo mondo.

La catena belga di supermercati Delhaize ha fatto un passo in più, e ha introdotto nelle sue etichette un particolare immancabile in ogni bottiglia: il tappo. Ed è lui a diventare il vero testimonial! continua

Fare i creativi è un lavoraccio: meglio essere allenati :)

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Svegliarsi ogni mattina con un’idea nuova in mente è difficile. Eppure i clienti lo pretendono: originalità, novità e progetti sempre diversi. Chi ci riesce ha tutta la mia stima (e sono pochissimi); per tutti gli altri ci sono ore ed ore dedicate a scervellarsi su brochure o siti web che proprio non vogliono saperne di nascere originali.

A tutto questo si aggiunge il fattore “stile”, ovvero il nostro personalissimo modo di vedere il mondo ed il design, che spesso ci porta a fare giri lunghissimi per poi atterrare sulle solite idee. Possedere un proprio stile è fondamentale, ma in molti casi può diventare il primo ostacolo alla creatività.

Per ovviare a questo inconveniente molti designer utilizzano piccoli esercizi che li aiutano nella rottura del “circolo vizioso creativo”, ovvero quella tendenza a far viaggiare la nostra creatività su un binario unico. Ecco qualche spunto. continua

Mostrare i denti per comunicare meglio: guerrilla marketing e piccoli budget

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Poca spesa, ottima resapare lo slogan di un detersivo d’altri tempi. In realtà è soltanto uno dei tanti modi in cui si può definire l’essenza del guerrilla marketing: “una forma di promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso costo ottenuta attraverso l’utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali” (Wiki).

E’ l’idea scelta dallo studio dentistico di una piccola cittadina, che ha realizzato questo annuncio: una serie di foglietti bianchi da strappare da una bocca tutta denti. Attaccato ai pali cittadini, il messaggio non soltanto si è fatto notare per l’originalità, ma ha anche raggiunto la popolazione locale, target del piccolo studio. Quanto avrebbero speso se invece di utilizzare questa tecnica avessero pubblicato una pagina pubblicitaria sul quotidiano locale? Ed avrebbero ottenuto lo stesso effetto creativo?

Un bell’esempio di come si possa comunicare tanto con poco, tracciando anche i risultati: basta contare i denti persi ;)

Quelle scatole che fanno venir fame: packaging e alimenti stravaganti

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Può una confezione rendere più appetitoso un prodotto? E’ quello che ha pensato un gruppo di studenti dell’Innovation Design Engineering Masters al Royal College of Art di Londra, che si sono chiesti come rendere visivamente appetibili degli ingredienti – in genere molto poco attraenti per gli occidentali: gli insetti! (grazie a Francesco Marino che mi ha segnalato questo interessante spunto!).

Lo studio ha portato alla nascita di ENTO un brand che ha lo scopo di introdurre questo genere di ingredienti anche nella nostra alimentazione.
Il risultato è una serie di confezioni accattivanti, dove i riferimenti alla “materia prima” sono soltanto marginali e limitati. Grande spazio viene invece lasciato a forme e colori che suggeriscono un senso di freschezza e naturalità. Anche i singoli alimenti si presentano in formati che richiamano alla mente il cibo orientale, senza però evocarne in modo esplicito la natura “animale”. continua

In Svizzera, chi beve “perde” le chiavi

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In Svizzera, il concetto di “Non bere se devi guidare” lo comunicano così. Forse non sarà super incisivo, ma di certo fa riflettere, sorridendo.

L’involuzione della comunicazione (aziendale)

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Guardando questa simpatica vignetta è facile rendersi conto di come la comunicazione sia cambiata. Se un tempo gli scambi epistolari erano la norma, ora anche un scrivere un SMS, alle volte, sembra troppo! E così ci si lancia in ridicole quanto assurde abbreviazione che tutto fanno tranne che rendere chiara la comunicazione.

Ma c’è un ambito nel quale la contrazione delle frasi pare non aver attecchito: la comunicazione aziendale. Nell’era del 2.0 (che sta invecchiando) e del “Content is the King” capita ancora di imbattersi in frasi di questo tipo:

La Nostra azienda, che opera nel settore da ben 20 anni, è una realtà concorrenziale nel tessuto regionale nonché competitiva nella larga scala della dimensione nazionale. Pertanto siamo certi che la Nostra azienda sarà in grado di soddisfare ogni Vostra necessità, dalla piccola alla grande organizzazione. Sarà un piacere confrontarci con Voi per individuare la migliore strategia da porre in essere per il benessere dei Vostri clienti e del Vostro business.

71 parole che dicono poco. Anzi nulla. Aprire in questo modo significa sprecare il primo e più importante paragrafo di una home. continua

“Perché fare oggi ciò che potresti fare domani?” Progetti, ansia ed organizzazione

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In America la chiamano la I’ll do it tomorrow – category.
Nel 1970 il 5% degli americani ammetteva di procrastinare regolarmente le sue attività; oggi a confessarlo è il 26%. Noi italiani non siamo da meno: rimandare a domani ciò che si potrebbe far oggi aumenta esponenzialmente la tendenza a procrastinare. Allo stesso tempo cresce proporzionalmente anche l’ansia per il compito o l’attività che dev’essere terminata. In sintesi, si crea un circolo vizioso che è bene rompere. Ecco qualche consiglio.

continua

Ecco a voi la pubblicità: il tessitore Hapu e il suo schiavo

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Hapu e l'inizio della pubblicitàConosciamo le origini di molte cose: del telefono, della lampadina, della prima auto. Ma cosa mi dite della pubblicità: chi ne è stato l’inventore? A quando risale il primo messaggio promozionale? Tutto ebbe inizio nell’antico Egitto, per cui mettetevi comodi ed iniziate ad immaginare un tipico mercato all’ombra delle piramidi… continua