Ma la provocazione paga ancora? Ditemi che cosa ne pensate.

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Prendete e mettete assieme i seguenti ingredienti:

- un marchio di moda che desidera trovare un posto tutto suo nell’universo delle firme;
- una società un po’ bambina ed un po’ anziana che non sa da che parte andare;
- ed un fotografo-creativo che si chiama Oliviero Toscani.
Risultato? Una campagna che indigna, offende e lascia perplessi.
Ed un libro che parla, in fondo, un po’ anche di noi. Si intitola "Homofobicus".

La campagna in oggetto è quella per il marchio “Rare”: due ragazzi gay seduti su di un divano. Ok,… ma la provocazione? Uno dei due tocca scherzosamente il “pacco” del compagno. Bentornato Oliviero.
Ma non si tratta solo di “toccatine”: anche uomini che spingono felici un passeggino, ragazze e ragazzi che si baciano, ecc… Lo scandalo comunicativo è pronto e servito: e l’organo di autodisciplina pubblicitaria (IAP) non se lo fa’ ripetere due volte: CENSURATO. Era il lontano 2005.

Nasce da questa “Oliviera” creatività e da una “censura” che dovrebbe appartenere ormai al passato, l’interessantissimo volume “Homofobicus”, scritto a quattro mani da Marco Rubiola (con il quale ho avuto il piacere di lavorare) ed Oliviero Toscani (idem anche per lui). Il libro raccoglie le proteste della gente comune alla campagna RARE, inviate via mail al fotografo, nonché commenti mediatici ed articoli pubblicati sullo stesso tema.
In sintesi, una raccolta antropologica di lettere digitali “della porta accanto”.

La creatività di Oliviero Toscani è ormai conosciuta da chiunque ami la comunicazione: la svolta impressa a questo settore ai tempi di Benetton provoca tuttora onde di ritorno. Mi piacerebbe chiamarlo uno “tsunami pubblicitario”. Certo è che i tempi sono cambiati, e le società, come i mari, stano erodendo i confini. I porti che un tempo andavano bene per l’attracco ora non ci sono più, inghiottiti dalla terra ferma. Le città costiere di ora diventeranno fondale marino fra qualche centinaio di anni.

In questa continua metamorfosi di genti e terre mi chiedo: provocare paga ancora? Dire ciò che la gente non vuole sentirsi dire aiuta effettivamente a riflettere? Oppure porta le persone a chiudersi, diventando sempre più salde sulle proprie opinioni? Fare pubblicità per la gente (ovvero facendo i suoi interessi e non solo quelli del marchio) significa dimenticare completamente i propri destinatari?

Da sempre penso che la pubblicità sia uno degli strumenti più belli ed efficaci per far ragionare le persone. Quando queste, però, vengono ascoltate e capite.
Trovo un po’ disorientante aggredire una società bambina con tematiche che ancora non comprende, sperando in un’inversione di tendenza. E’ come costringere un ragazzino a leggere la Divina Commedia: la odierà per tutta la vita e si perderà uno dei più bei volumi scritti al mondo.

Continuo ad ammirare le campagne Benetton contro la guerra, contro la morale cattolica bigotta (il prete e la suora che di baciano), contro il razzismo. E’ stato un modo di comunicare illuminante ed inaspettato. E decisamente efficace. Per me una linea guida.

Ma ora che i tempi sono cambiati, qualcuno si sente ancora provocato da queste immagini? Parrebbe di si, visto che un libro è stato riempito con mail di protesta. Ma “protestare” significa anche interrogarsi e riflettere? È un dialogo quello che si crea o soltanto un arroccarsi sulle proprie posizioni?
Tutto svanisce quando arriva la censura. (Siamo veramente un paese democratico?!?)

Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate, voi che siete i creativi di oggi e forse gli Oliviero Toscani di domani.

Un consiglio per concludere: se volete passare una piacevole ed interessante giornata, anche soltanto un’oretta in libreria, data un’occhiata ad “Homofobicus”. Vedrete che ce né da imparare dai nostri simili.

Link per approfondire:

http://www.radicali.it/view.php?id=42808http://www.gaynews.it/view.php?ID=70185

Il libro “Homofobicus”:

http://www.kaosedizioni.com/sch_Homofobicus.htm

Dibattiti su altre campagne di Oliviero Toscani:

http://sdz.aiap.it/notizie/6114

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6 Commenti

  1. Spero non ti dispiaccia se abbiamo parlato di te http://legattediviaplinio.blogspot.com/2007/03/pubblicit-e-censura.html

    Commento di Elisondo

  2. Grazie!

    Elena

    Commento di blog

  3. I used to be a very good friend of Marco Rubiola and I love him dearly. Unfortunately, with the years, with us leaving in different countries (I live mainly in Geneva Switzerland and am currently in Africa, Sierra Leone), I lost track of him. Can you please give me his e-mail address? I would be extremely grateful…All the best. Anne Althaus-Geneva-Switzerland

    Commento di Anne Althaus

  4. ciao verox,
    ma devo saperlo da una mia amica svizzera che vive in africa che hai un blog e che parli di me?!
    un salutone, le news le sai… abbiamo pero le tracce di tania!

    ciao!

    Commento di marcoruba

  5. Ciao Elena, mi chiamo Chiara e sono una studentessa.. precisamente di Informatica Umanistica!
    Ho trovato il tuo blog per caso e devo farti i complimenti perchè è molto utile ( e sfizioso) per chi si interessa al design.

    Per quanto riguarda questa nuova campagna di Toscani devo dire che lascia perplessa anche me.
    Non tanto per il voler provocare.. ma per le fotografie stesse che a mio parere possono risultare volgari anche in un contesto uomo-donna, è pur sempre un gesto troppo “sessista”.
    Come nella campagna di D&G dove i riferimenti al sesso sono davvero troppo espliciti.
    In effetti io trovo eccessive anche le campagne pubblicitarie dove un uomo tocca il fondoschiena di una modella.. e viceversa.
    Ci sono molti modi per esprimere sensualità, per provocare, tutto sta nel rendere l’immagine aggressiva al punto giusto di fronte al pubblico.
    E soprattutto nel “messaggio” che vuole comunicare: nel caso della campagna di D&G non riesco a trovarlo, nella campagna Homofobicus, probabilmente, c’è.. anche se debole.

    Commento di Kira

  6. ……..La mia mente
    ” Come mi alzo la mattina,
    guardo con gli occhi
    e penso…
    Mi immergo con qualcosa,
    e mi metto a ridere ” !
    .
    .
    ………………..Valentino

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  1. Six degrees « Inutili Declamazioni Ignote

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