Truman Capote, il celebre autore di Colazione da Tiffany, si definiva uno “scrittore orizzontaleâ€: componeva le sue pagine stando steso, con un bicchiere di sherry in una mano e la matita nell’altra. Valdimir Nabokov era invece fissato con le schede: scrisse la maggior parte dei suoi romanzi su cartoncini di 7x12 cm che venivano poi ordinati, pinzati e conservati in sottili scatole.
Il grande oratore greco Demostene, terrorizzato dal vizio di procrastinare, si obbligava a rimanere focalizzato nella composizione delle sue orazioni radendosi i capelli su metà della testa; questo piccolo accorgimento lo faceva apparire ridicolo, spegnendo così il suo desiderio di uscire. Dello stesso avviso era Victor Hugo, che chiedeva al valletto di nascondergli i vestiti affinché fosse costretto a rimanere nelle sue stanze a comporre.
Quelle che apparentemente sembrano bizzarrie da star, manie da prima donna, sono invece delle personali abitudini dettate da un solo desiderio: mantenere alta la creatività . Prima ancora che fantasia e inventiva, creatività significa impegno, disciplina, metodo e abnegazione. Il mito dell’illuminazione improvvisa, quella che ti coglie quando meno te l’aspetti, è stato negli anni rivisto e corretto. Le “lampadine†spuntano ancora nei momenti più inattesi, ma non sono il frutto di una capacità creativa divina o congenita, bensì il risultato di un profondo e attento lavoro di preparazione.
Se da un lato sono molte le persone che si possono definire “fantasioseâ€, lo stesso non avviene quando si parla di creatività . Questa infatti presuppone la soluzione pratica di un problema specifico, il raggiungimento di un risultato utile, come definito da Annamaria Testa: “La creatività è uno stile di pensiero che si esprime in processi mentali caratteristici. Procede essenzialmente per associazioni tra idee, concetti, fatti, e dà origine a idee e concetti nuovi, invenzioni, scoperte: insomma, a risultati tanto originali quanto efficaciâ€.
Ad Henri Poincaré, matematico, fisico teorico e filosofo naturale francese, dobbiamo una delle definizioni più stimolanti del concetto di creatività : “La creatività nasce dall’accostamento inusuale di elementi disparati, che avviene a livello dell’inconscio e porta a un risultato utile†(Hapù, Vecchia 2003). Nel 1908, nel suo libro intitolato Scienza e Metodo, descriveva così il momento creativo: “Quel che più lascia colpiti è il fenomeno di queste improvvise illuminazioni, segno manifesto di un lungo lavoro inconscio precedente […] A proposito delle condizioni in cui avviene il lavoro inconscio, vi è un’altra osservazione da fare: esso è impossibile, e in ogni caso rimane sterile, se non è preceduto e seguito da un periodo di lavoro coscienteâ€.
Già ai primi del novecento, quindi, gli studiosi avevano compreso ciò che è stato sintetizzato in modo ironico nell’affermazione di Thomas Edison: “Il genio è per l'uno per cento ispirazione e per il novantanove per cento sudore. Dunque, una persona geniale è spesso soltanto una persona di talento che ha fatto bene i suoi compiti.â€
Creatività ed economia: un binomio perfetto
Il Creative Economy Report 2010 ha dimostrato come le industrie creative siano più resilienti alla crisi economica. Le esportazioni mondiali di beni e servizi centrati sulla creatività (arte, audiovisivi, libri, design, film, musica, nuovi media, arti visive, ecc…) dal 2002 al 2008 sono più che raddoppiate, raggiungendo quasi 600 miliardi di dollari.
Secondo il rapporto, nonostante il calo del 12% di fatturato nel commercio globale del 2008, lo scambio mondiale di beni e servizi creativi ha continuato ad espandersi con un tasso di crescita medio annuo del 14%.
“Le nuove tecnologie e Internet offrono ai paesi in via di sviluppo una strada praticabile per promuovere nel mercato globale la loro creatività e imprenditorialità †afferma Edna Duisenberg-dos Santos, chief del Creative Economy and Industries Programme della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD).
Il rapporto mette in evidenza alcune realtà , come la Nigeria la cui industria cinematografica vale 2,75 miliardi di dollari ed è la terza più grande del mondo dopo Stati Uniti e India. Nigerias Nollywood produce più di 1.000 film all'anno con una consistente crescita a livello di posti di lavoro. Nel paese è la seconda industria più importante dopo il petrolio.
Cosa frena la creatività ?
In America la chiamano la “I’ll do it tomorrow – categoryâ€. Nel 1970 il 5% degli americani ammetteva di procrastinare regolarmente le sue attività ; oggi a confessarlo è il 26%.
Rimandare a domani ciò che si potrebbe far oggi è una tendenza che spesso porta con se una crescente ansia per il compito o l’attività che devono essere terminati e una conseguente diminuzione della creatività .
Secondo gli studiosi, uno degli ostacoli al processo creativo è proprio l’inconscia tendenza a giudicare e valutare in corso d’opera, cosa che porta a pause, sospensioni e alla nascita di intervalli di tempo più o meno lunghi nei quali ci disinnamoriamo dei nostri progetti. Cosa fare per risolvere il problema? Continuate a muovervi! Sia che stiate progettando un nuovo logo, un prodotto innovativo o l’invenzione del secolo, non lasciatevi intimidire dalle difficoltà , dai passi falsi. Viveteli come tappe di un percorso, gradini che vi porteranno sempre più in alto.
3 Comments
Marina
novembre 12, 2013 11:16 amCiao Elena,
Mi entusiasma sempre leggere contributi sul tema creatività , che è diventato un argomento di ricerca, ma anche una pratica di vita.
Ho letto il libro della Testa, “la trama lucente” , veramente ti dà una visione completa dei vari modi d’intendere la creatività . Quindi direi che altro non ci sia da aggiungere. Credo che sia importante invece mostrare, come fai tu applicazioni concrete del “pensiero creativo” , esempi, esercizi ecc. condividere le nostre scoperte sul campo, stimolare e alimentare la creatività , attraverso il mezzo di internet, portando la nostra ricerca a disposizione di tutti. Ti ringrazio di cuore per il lavoro che stai conducendo a beneficio di tutti noi (esperti e non). Come afferma Jaoi : la creatività è necessaria, indispensabile, urgente, per uscire dalla crisi.
Continuerò a seguire i tuoi post con molto interesse e a condividerli con spirito di co-creazione!
aledesign
dicembre 5, 2013 11:05 pmOttimo articolo… io son arrivato al punto di dovermi incatenare in casa!
Anche se al giorno d’oggi Internet ha reso tutti un pò più pigri nel creare nuove idee avendole (in molti casi a portata di mano) penso che cercare…studiare..approfondire e muovendosi sopratutto fisicamente sia ancora la soluzione migliore. Io i weekend li passo in negozi librerie supermercati… colori immagini slogan…c’è tutto… 😉
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